Riassunto Assemblea 3 Giugno [Considerazioni]
Scritto da Andrea G. il 7 giugno 2010
TweetGiovedì 3 giugno alle ore 21 presso la palestra della scuola di Saletto si è svolta l’assemblea organizzata dal comitato “Un Futuro per l’Ambiente” in collaborazione con Legambiente.
All’incontro hanno partecipato, a nome di Legambiente, l’avvocatessa Eva Vigato, il dott. Devis Casetta e la prof.sa Baccini Flores; inoltre sono intervenuti la dott.sa Binato Samuela, Francesco Montecchio, referente del WWF e il sindaco di Saletto Dott. Daniele Mocellin.
Ha aperto la discussone il presidente del comitato Massimo Soattin, che ha brevemente illustrato il tema della serata.
In apertura la dott.sa Vigato ha illustrato la procedura e l’iter del progetto, mettendo in evidenza quello che è già stato fatto da parte del comitato e dai singoli cittadini (raccolta firme, richiesta di accesso agli atti e presentazione delle osservazioni).
In ultima analisi la dott.sa ha spiegato che i cittadini, se lo ritengono necessario, possono anche preparare una diffida per poter, eventualmente, richiedere un risarcimento per danni (svalutazione immobili, problemi di salute, danni morali).
Il dottor Casetta ha ampiamente illustrato tutte le varie osservazioni tecniche che ha sollevato contro l’impianto.
- l’impianto non ha necessità di esistere, in quanto attualmente la provincia di Padova è autosufficiente per quanto riguarda lo smaltimento di rifiuti liquidi.
- prendendo in riferimento delle tabelle che indicano l’import export di rifiuti nella provincia di Padova si dimostra come NON vi sia la necessità di realizzare l’impianto in progetto, in quanto l’esportazione di rifiuti è sostanzialmente compensata dall’importazione e comunque il deficit NON riguarda le tipologie trattabili nell’impianto in progetto.
- A livello regionale manca ad oggi una pianificazione degli impianti di trattamento di rifiuti speciali.
- Nel territorio provinciale i rifiuti organici sono già smaltiti producendo anche biogas e quindi l’impianto in questione non troverebbe un quantitativo di materiale organico da smaltire, come da progetto.
- Nelle aree limitrofe al centro di smaltimento rifiuti non c’è un polo industriale che necessita dell’impianto. Pertanto è più utile costruire lo smaltimento vicino alle fabbriche che producono i liquidi pericolosi, evitando di aggiungere traffico ed inquinamento nelle strade.
- Considerato l’attuale stato di congestione del traffico lungo la SR 10, un aumento del 13% legato ad una sola attività produttiva risulta non sostenibile, considerati i livelli già critici di PM10.
- In prossimità dell’impianto in progetto a distanza di 50 e 100 ma dalle vasche di depurazione sono presenti abitazioni e inevitabilmente dalle vasche esalerà un odore acre.
- L’impianto non è in grado di depurare le acque residue della lavorazione. Per questo dovrà appoggiarsi al sistema di depurazione pubblico (depuratore S. Margherita d’Adige), che potrebbe avere dei problemi.
- Non vi è nessuna stima quantitativa sulle ricadute degli inquinanti emessi e possibili effetti sulla salute.

Basterebbe questa prima semplice analisi per evincere l’autosufficienza della Provincia di Padova; da qui la NON necessità di dotarsi di ulteriori impianti a livello provinciale.

Distribuzione della quantità di rifiuti speciali pericolosi importati ed esportati nel Veneto - Anno 2007 - Fonte: ARPAV - Osservatorio Regionale Rifiuti.

Distribuzione della quantità di rifiuti speciali non pericolosi importati ed esportati nel Veneto - Anno 2007 - Fonte: ARPAV - Osservatorio Regionale Rifiuti
La dottoressa Binato con il suo intervento ha rilevato, come purtroppo manchi uno studio epidemiologico sulle conseguenze dell’inquinamento sulla salute dell’uomo.
Ha sottolineato l’importanza della salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo poiché l’uomo è ciò che respira, ciò che mangia, ciò che beve.
È comunque un dato certo che negli ultimi anni anche nella nostra zona sono aumentate le malattie legate ai disturbi all’apparato respiratorio e alle allergie in genere
Sono parallelamente aumentati i casi di tumore.
Durante la serata è intervenuto il referente del WWF Francesco Montecchio il quale ha ribadito il no alla costruzione dell’impianto, in base alle ricadute ambientali.
Alla serata ha presenziato anche il sindaco di Saletto, il dott. Daniele Mocelllin, il quale ha confermato che la giunta comunale, si è riunita più volte per valutare e confrontarsi sulle opportunità e sulle conseguenze negative che l’impianto può portare. Il verdetto finale è stato che l’impianto non ha senso in questo luogo e che può portare soltanto conseguenze negative.
Alla riunione era presente anche il vicepresidente della provincia: Roberto Marcato.
Il suo intervento (non in scaletta) si può riassumere con le sue frasi: «Stiamo investendo risorse e tempo per far diventare questo territorio un polo turistico e agricolo d’eccellenza. Allo stesso tempo vediamo proliferare discariche, biodigestori, impianti come questo. Le due cose mal si sposano. Vogliamo che la Bassa sia la pattumiera del Veneto? Allora diciamolo chiaramente. Io ritengo che la nostra provincia sia autosufficiente nello smaltimento rifiuti, e dunque non servano altri impianti».
Conclusioni
Il dibattito è stato attentamente seguito da circa 300 persone. Il comitato può ritenersi soddisfatto.




